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A reason for being a convergence of passion, belief, values, and vocation that gives you something to live for”. Si tratta di una delle definizioni di Ikigai, concetto caro alla cultura giapponese che nel 2026 Porada sceglie di interpretare ed abbracciare sia a livello culturale che stilistico.

Ikigai – letteralmente iki “vita” e gai “motivo” - rappresenta la ragion d’essere di ognuno di noi, ciò per cui vale la pena vivere; ciò di cui ciascuno è appassionato e che rappresenta una gioia all’interno della propria quotidianità. Significa definire e praticare un obiettivo di vita, raggiungendo una dimensione esistenziale che unisca in modo equilibrato piacere, scopo e contributo nei confronti del mondo.

La definizione “a reason for being a convergence of passion, belief, values, and vocation that gives you something to live for” si riconduce direttamente all’universo Porada dove viene tradotta in tre contenuti specifici:

  • La natura, che con passione e con il savoir-faire artigiano viene trasformata in prodotto
  • Il rovere, nuova essenza ad entrare in collezione a testimonianza dell’importanza dell’investimento forestale attuato in Francia dal 2011 e come prova del valore profondo che attribuiamo alla biodiversità da cui la foresta è caratterizzata
  • La vocazione alla progettualità, non solo interna ma anche quella degli architetti e dei designer con cui giornalmente l’azienda lavora a stretto contatto, per fornire loro strumenti all’avanguardia e innovativi.

Lo stand del Salone 2026 mette in scena la passione, il credo, i valori e la vocazione del brand sintetizzando con chiarezza l’evoluzione del linguaggio stilistico e produttivo messo in atto negli ultimi anni a questa parte.

Il Salone del Mobile si conferma nuovamente come un appuntamento privilegiato per raccontare l’identità del marchio e le sue più recenti direzioni progettuali, oltre che un’occasione strategica di dialogo e confronto diretto con il mercato globale composto da professionisti del settore, architetti, designer, clienti finali e partner commerciali.

L’allestimento prende le mosse dalle scelte stilistiche portate avanti negli ultimi anni, al momento già estese e coerentemente declinate nei flagship store internazionali (Londra, Parigi e New York in particolare), e nelle aree dedicate a Porada all’interno dei multimarca di molti dealer – da Cipro a Johannesburg, da Miami a Manila e Singapore – solo per cirtarne in parte, e alcuni dei quali ongoing.

L’equilibrio armonico tra i materiali, il calibrato gioco di volumi e la creazione di atmosfere calde e accoglienti, definiscono il linguaggio estetico: una narrazione architettonica che valorizza accostamenti materici sofisticati e che mette in scena un dialogo continuo tra tradizione manufatturiera e innovazione di prodotto.

Il legno si conferma ancora una volta come la materia prima identitaria di Porada, fulcro progettuale attorno al quale si articolano e si combinano forme e dettagli. In occasione del Salone 2026, il tema dell’essenza porta con sé un’importante novità: viene infatti introdotto un nuovo legno, il rovere, che amplia ulteriormente le possibilità di personalizzazione dei prodotti a catalogo.

Accanto al rovere, la ricerca sui materiali si traduce nell’inserimento di nuove finiture e rivestimenti: vengono presentati i marmi Saint-Laurent e verde Alpi, il Travertino – proposto sia nella versione marmo che come ceramica –, i nuovi laccati Brillo burgundy e lino e il nuovo velluto Aral. A completamento del linguaggio materico si aggiunge la tirella progettuale Ikigai, un sistema composto da quattro diversi materiali e una carta da parati coordinata.

Il concept espositivo viene declinato in tre macro ambientazioni e traspone in realtà il concetto di Casa Porada valorizzando in particolare le aree di ingresso: due appartamenti e uno studio, ognuno caratterizzato da una propria identità ma sempre riconducibili al linguaggio estetico e alla filosofia progettuale del brand; interpretazioni complementari della Casa Porada, capaci di raccontare differenti modalità dell’abitare e del vivere spazi privati e professionali.

Gli ingressi dei tre mondi assumono il ruolo da protagonista nel racconto dello stile progettuale, diventando l’anticipazione di uno specifico mood che viene poi esploso e approfondito nell’ambientazione che introduce.

Il primo ambiente si apre con una grande hall conviviale, uno spazio di accoglienza generoso e trasversale, pensato come luogo di incontro e relazione; una vera e propria area domestica condivisa in cui sostare. Il nucleo centrale è composto da quattro grandi tavolini Ziggy affiancati da sei poltrone Gilda in una composizione architettonica pensata per favorire la conversazione. Un nuovo modo di concepire l’ingresso di un palazzo, reinterpretato come un ambiente esperienziale.

Il secondo ambiente racconta invece uno spazio professionale di alto profilo, uno studio direzionale ispirato ai grandi loft internazionali dove l’autorevolezza formale si mescola con un senso di accoglienza e comfort. L’ampia sala d’attesa, con i divani dalle dimensioni generose, diventa il cuore della composizione e anticipa l’atmosfera dell’area direzionale: qui trova piena espressione la scrivania Flavio XL, in una nuova modularità scenografica che esplicita un senso di prestigio e professionalità.

Il terzo ambiente, infine, trae ispirazione dagli stilemi estetici degli androni dei palazzi della Milano borghese, evocando un’eleganza raffinata e il senso di ampiezza tipici degli ingressi monumentali della città. L’architettura si fa ariosa, le altezze sono enfatizzate, e pochi complementi d’arredo diventano protagonisti assoluti della scena: una coppia di tavoli Oswood-Osmose e il sistema di boiserie Resort System, che si staglia come una quinta architettonica definendo lo spazio con rigore. Una declinazione della Casa Porada che esprime tutta la fascinazione per lo stile intramontabile del passato, uno spazio in cui la memoria architettonica milanese viene reinterpretata attraverso proporzioni equilibrate, materiali nobili e dettagli curati. Ne deriva un senso di eleganza senza tempo tradotta in chiave contemporanea.

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